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Valutazione sulla commedia "Bene mio core mio"

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Trama in breve

I° Atto: Napoli. Filumena, una matura signora con un passato da prostituta, è stata per venticinque anni la mantenuta di Don Domenico (Mimì) Soriano, ricco pasticciere napoletano e suo cliente di vecchia data, di fatto amministrando i beni e la casa di lui come una vera e propria moglie.

Per costringere Don Mimì al matrimonio e ad abbandonare la sua condotta dissoluta, si finge morente, ingannando anche un prete e un medico; Domenico, credendola in fin di vita, la sposa con la falsa prospettiva di un breve legame. Dopo aver scoperto l’inganno, Domenico, furente, si rivolgerà a un avvocato, che inesorabilmente spiegherà a Filumena che lo stratagemma è stato inutile perché un matrimonio contratto con l’inganno non può essere valido.

II° Atto: Davanti al trionfo di Domenico, la donna gli esprimerà il proprio disprezzo e gli rinfaccerà la sua ingratitudine verso di lei raccontandogli in un monologo l’infanzia povera e infelice da lei trascorsa nel Vico San Liborio. Gli confesserà di avere tre figli, che non la conoscono come propria madre, che ha cresciuto sottraendo a Domenico piccole somme: uno dei tre è figlio di Domenico stesso. Don Mimì non le crede, ma Filumena gli ricorda di quando una notte volle amarlo di un amore vero senza limiti che lui non capì, pagandola come al solito. Filumena ha conservato la banconota di quella notte sulla quale ha segnato la data del concepimento di suo figlio e ne restituisce una metà a don Mimì (la parte non scritta, affinché egli non possa risalire all’identità di suo figlio), «…perché i figli non si pagano».

III° Atto: Filumena ha deciso di rivelare ai giovani di essere la loro madre. Anche Don Mimì conoscerà i figli di Filumena e cercherà inutilmente di scoprire quali di questi possa essere suo figlio. Filumena non glielo dirà mai perché sa che don Mimì dedicherà solo a lui le sue attenzioni, favorendolo a scapito degli altri due. Quindi, se don Mimi vuole essere padre di suo figlio lo dovrà essere per tutti e tre indistintamente.

La fermezza e la profondità del carattere di Filumena, alla fine, prevalgono: Domenico accetta sconsolatamente di sposarla e di riconoscere i giovani come suoi figli, commuovendosi quando, nell’accompagnare i coniugi in chiesa, questi ad un tratto lo chiamano per la prima volta: “papà”

 

Storia

Filumena Marturano è una commedia teatrale in tre atti scritta nel 1946 da Eduardo De Filippo e inserita dall’autore nella raccolta Cantata dei giorni dispari. È uno dei lavori di E. De Filippo più conosciuti e apprezzati dal pubblico e dalla critica internazionale.

Scritta originariamente da De Filippo per la sorella Titina De Filippo, che rese una grande interpretazione del personaggio femminile di Filumena, in seguito fu interpretata da Regina Bianchi, Pupella Maggio, Valeria Moriconi,Isa Danieli, Lina Sastri e Mariangela Melato.

Racconta Andrea Camilleri che ebbe frequentazioni di lavoro e d’amicizia con Eduardo De Filippo, che, in occasione della trasposizione televisiva della commedia, Eduardo disse a Regina Bianchi:«Regì, guarda che poi questo Titina se lo guarda». Regina Bianchi recitò con tutta l’anima dando tutta se stessa. Alla fine del primo atto – negli anni ’60 non c’era montaggio, si registrava un atto intero – Camilleri profondamente emozionato si precipitò ad abbracciare l’attrice che gli svenne tra le braccia per la tensione emotiva della recitazione che, con quelle parole, le aveva provocato Eduardo.

Dalla commedia Eduardo trasse il film omonimo (1951), diretto e interpretato da lui stesso e da sua sorella Titina, nonché la versione televisiva (1962) con Regina Bianchi nella parte che fu di Titina; Vittorio De Sica ne trasse altresìMatrimonio all’italiana (1964), con Sofia Loren e Marcello Mastroianni, sempre ambientato a Napoli.

La commedia fu tradotta in varie lingue, tra cui l’inglese: nella versione londinese fu diretta (1977) da Franco Zeffirellie interpretata da Joan Plowright, moglie del celebre attore Laurence Olivier. Nel 1979 la stessa Plowright, dopo due stagioni di clamorosi successi a Londra, interpretò la commedia a Broadway la cui regia fu firmata, in questa edizione, dal marito.

 

Note di regia

Ancora una volta Eduardo mette in scena la crisi della famiglia patriarcale borghese, quella che è nei desideri di don Mimì, mentre Filumena sa che sarebbe «fondata sul privilegio degli uni sopra gli altri e dunque sull’esclusione dei figli illegittimi.» Filumena è consapevole che per loro il tempo della famiglia basata sull’amore è trascorso.

Filumena sa bene che di quella famiglia rimane ben poco e che, se la sui vuole far sopravvivere, non resta che rinsaldarne l’unità economica. Forse, col tempo, come spera don Mimì, si formerà una famiglia, non più quella ormai persa, ma quella ricostruita, basata sul reciproco rispetto anche verso i figli di una prostituta.


 

Autore: De Filippo Eduardo
Lingua: Napoletano
Piattaforme: Windows 98, Windows 2000, Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Linux, Mac OS X
Requisiti: Lettore PDFOpen OfficeWinzip
Genere: Dramma
Webmaster: Fabio Cammisa
Atti: 3
Pagine: 43
Personaggi: 5 donne – 8 uomini
Formato copione: .pdf – .doc
Formato file: .zip
Copione inserito da: Fabio Cammisa
Valutazione: [starrater tpl=45 size=’12’ id=’567′]
Data: 9 ottobre 2013

 

Filumena Marturano
Filumena Marturano
Filumena Marturano.zip
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