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Trama in breve
È la rappresentazione del dolore di due madri accomunate dalla perdita dei loro rispettivi figli: uno morto a sedici anni in un cantiere di Milano il 5 luglio 1996, l’altro di ventisei anni morto a Torino per odio razziale il 17 luglio1997. Ad apertura di sipario donne italiane e donne marocchine sono schierate sul proscenio. Il narratore è un passo avanti, al centro.
Trama in breve
Epoca attuale( inizio terzo millennio) Un salone al piano terra con vetrata e giardino esterno Porta in fondo, a sx che dà sul vestibolo. Porta a sinistra e a destra, primo piano. Una grande porta- finestra in fondo, a destra, che da nel giardino. Uno scorcio di camino, a sinistra, sormontato da un grande ritratto in piedi del defunto signor Robinetto. Al centro, una tavola ricoperta da un panno. Poltrona a sinistra della tavola, e sedia a destra, un divano a sinistra, un altro divano davanti al camino, un pouff davanti al tavolo-scrivania.
31 Dicembre, ultimo giorno dell’ultimo mese dell’anno. Ed ecco che si è chiuso un altro anno… il 2014. Questo anno di crisi che ha portato con se varie riforme e rinnovamenti. Voglio augurare a tutti i visitatori del sito, ed in generale a tutti gli italiani i migliori auguri di un felice fine anno e di un miglior inizio anno. Ed è un augurio ancor più sentito dato che abbiam vissuto questo anno tra mille difficoltà e drammi con la crisi che ci ha attanagliato ed i sacrifici che abbiamo dovuto sopportare.
Questo anno che ha portato con se varie riforme e rinnovamenti, in primis l’assunzione al Comune di Napoli. Inutile dire la mia stragrande felicità, felicità che accomuna tutti i facenti parti dello scorrimento.
Voglio augurare a tutti i visitatori del mio sito web www.itiramisu.eu, e tutti gli idonei rimasti ancora fuori ed in generale a tutti gli italiani i migliori auguri di un felice fine anno e di un miglior inizio anno. Un augurio a tutti.
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Trama in breve
Il detective Bob Maclachlan è un uomo dal passato torbido e misterioso; cacciato dalla polizia anni addietro, viene ora rintracciato e ingaggiato proprio dal suo ex principale, il Capitano Boyle, per un caso molto scottante di duplice omicidio avvenuto in una lavanderia a gettoni di San Francisco.
Trama in breve
Testi teatrali inverosimili, scritti e poi travasati dalle botti, e lasciati decantare come vino. Messi sul foglio di carta dopo un assaggio sostanzioso di Falanghina e Greco di Tufo.
Dedicato a tutti quelli che non hanno mai avuto una dedica.
La poliedrica verità della natura umana, l’osservazione dei caratteri, il dolore inteso come simbolo, ma anche come riflesso, del male di vivere, il cosciente avanzare verso il naufragio totale e la necessità di superare l’angoscia mediante una ” scelta” che dia un senso alla dolorosa accettazione della negatività che nasce dal cosciente vagabondare dell’uomo, sono queste le tematiche che si impongono all’attenzione di chi si avvicina alla nuova fatica letteraria di Salvatore Romano. La vita, metafora dell’evento teatrale, viene dall’autore felicemente dipinta attraverso un linguaggio che sa avvalersi di tonalità sempre diverse, mai discordanti tra loro, capaci comunque di rendere al meglio la psicologia e l’interiorità dei personaggi, anche quando questi assumono la non desueta veste di oggetti, come avviene nei monologhi, dove il tono volutamente tribunizio é sapientemente dosato e fuso con note ora liriche ed intime, ora elegiache, ora ancora surreali e fantastiche. Quasi un frammento di diario interiore, essi riescono a mettere insieme l’impegno civile con momenti di riflessione e malinconia, di dolorosa solitudine e smarrimento. Sembra quasi che il cuore si ribelli alla logica del vivere quotidiano e che le cose abbiano la priorità sull’essere, ma, a ben riflettere, é proprio da questa logica “distorta” e fantastica che nasce un afflato poetico che costringe a riflettere e che scava nel fondo del cuore umano come una impietosa trivella. Aperta e vibrante, serrata e sottile, la “vis” dei monologhi si dispiega nella più ampia impostazione delle commedie, non solo per la variegata tonalità del lessico ma soprattutto, mi pare, per la capacità che esse possiedono di tradurre in azione scenica lo svolgimento della vita, il moto ininterrotto delle volizioni e delle azioni umane.
Trama in breve
Scena: interno di appartamento moderno, quadri, sedie, tavolo, almeno un mobiletto con una scatola da scarpe ed un tavolino basso al centro. Comune a destra, altra uscita a sinistra per l’interno dell’appartamento.
Trama in breve
Materiali di scena: cartellina o foglio di istituto di analisi cliniche, diciotto tele dipinte, di cui una piccola, due cartoni di cui uno con numerose scatolette di medicinali, busta con medicinali sfusi, vassoio con tazzine, valigetta da dottore, telefonino, busta rigonfia della spesa, un bicchiere, flaconcino di medicinali
Come la voglia di compiere buone azioni si ritorce su chi ne fa di sconclusionate.
Trama in breve
Scena – Appartamento modernamente arredato in un paesino ai sobborghi di Napoli. Tavolo al centro con sedie, un divano. Uscita a destra, camere interne a sinistra.
IN NAPOLETANO – Le peripezie di un uomo desideroso di una pizza particolare, che solo alla fine della storia riuscirà a gustare.
Trama in breve
Sala con buffet, due sedie, una poltrona alla sinistra. A destra una macchina da cucire con sedia davanti ed a fianco altra poltrona. Porta centrale con corridoi dove sulla destra c’è l’uscita principale e il salotto, alla sinistra si va alla cucina. Caminetto. Sopra di esso un ritratto del ‘buonanima. Due porte laterali; una a sinistra va alle camere per la famiglia Sbarassi; quella a destra per la famiglia Briasco.
Tavolo posto contro una parete come da scrittoio. Stessa scena per tutti i tre atti. Mobili del caso.
Trama in breve
Ambiente con al muro manifesto o bandiera del partito comunista, Sul mobile tre portaritratti con le effige di Berlinguer, Mao e Che Guevara. Quello del Che risulterà caduto a terra, dietro il mobile ben nascosto alla vista. Telefono cordless. Suppellettili vari. Divanetto. Sul tavolo centrale un grosso martello.
Si apre il sipario al suono della marcia comunista avanti popolo suonata da un vecchio grammofono.







