Trama in breve
‘L’eredità’ è una commedia che non si distacca dalle altre per le tematiche ricorrenti ma il messaggio proposto è dato con un tono alquanto ‘serioso’, in modo divertente ma non troppo: possiamo dire che l’autore si propone in una veste nuova, meno comica, per suggerire che nella vita i soldi non sono tutto e che ciò che arricchisce veramente le persone è la condivisione che solo la generosità d’animo può concepire ed attuare. La superstizione la fa da padrona… L’ignaro parente iettatore tenuto alla larga da tutti alla fine riuscirà a guadagnare l’amore della sua bella ma soprattutto vinceranno la generosità e l’onestà. Una serie di intrighi porta a conoscenza dello spettatore la situazione di una famiglia che cerca in tutti i modi di sbarcare il lunario, imbrogliando… onestamente! Da parcheggiatore abusivo a sensale di matrimoni a ‘jucatore de tre carte’, il padrone di casa cerca comunque di insegnare ai propri figlioli principi sani: lavoro innanzitutto.
In questo arrangiarsi giunge la notizia di una grossa eredità da parte di un parente poco dabbene, un malavitoso arricchitosi con la ditta del ‘caroestinto: dal produttore al consumatore’. E’ il senso di onestà, la coscienza, che salva i congiunti dai raggiri dall’avvocato che ha elaborato un piano per accaparrarsi la società. E’ tangibile la tensione dei protagonisti che devono decidere e dare una risposta al legale ma le persone buone e perbene lo sono sempre, in ogni situazione, anche se ‘imbrogliano’ per campare, ed è così che si fa largo la coscienza: cercano disperatamente di liberarsi della gravosa eredità fino a quando trovano un accordo con l’avvocato stesso ma proprio l’ingordigia di questo e la sua cattiveria portano il parente jettatore a… pensare a lui mentre va via!!! Alla domanda che la padrona di casa a se stessa ed agli altri: ‘Scegliere in una bilancia dove in un piatto si trova la ricchezza che puo cambiare completamente, la vita, le abitudini di tutti e può farci navigare nell’oro come zio Paperone e sull’altro piatto la miseria, quella di sempre!’ segue la risposta del marito che suggerisce la scelta di vita con la sua semplice filosofia: ‘Voi pensate solo alle ambizioni della ricchezza, alle passioni sfrenate, ai bagordi, a non voler ascoltare la coscienza! Quando non si sente più quella vocina di dentro che ti dice: questo è male non lo devi fare, allora è finita, va tutto a catafascio. Si perché io ho gia capito!: vuie penzate e sorde! Ma a decidere aggia essere sule je e nisciune cchiù!’. Ed è in questo abisso che si ‘apre’ la commedia portando al lieto fine. Con il giusto pizzico di fortuna che scaturisce, manco a farla a posta, dalla forza della jettatura…
Storia
L’eredità è una commedia di 2 atti, scritta da Caianiello Raffaele, autore nato a Pozzuoli (Napoli).
Note di regia
Nessuna nota disponibile.
Personaggi
I personaggi sono i seguenti:
- FRANCESCO ACCIARINO
- GELSOMINA sua moglie
- SALVATORE figlio
- MARIA figlia
- VIOLA sorella di Gelsomina
- ALFONSO padre di Gelsomina
- VINCENZO MORTELLA Cugino di Alfonso ( jellatore)
- GIACINTO PALILLO avvocato
- MIMI ’ scapolone
- ROSA
- DON CARLO
- LAURETTA
- CARMELA vicina di casa
| Autore: | Caianiello Raffaele |
| Lingua: | Napoletano |
| Piattaforme: | Windows 98, Windows 2000, Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Linux, Mac OS X |
| Requisiti: | Lettore PDF, Open Office, Winzip |
| Genere: | Commedia brillante |
| Webmaster: | Fabio Cammisa |
| Atti: | 2 |
| Pagine: | 58 |
| Personaggi: | 6 donne – 7 uomini |
| Formato copione: | .pdf – .doc |
| Formato file: | .zip |
| Composto nel: | 2004 |
| Copione inserito da: | Fabio Cammisa |
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| Data: | 13 maggio 2014 |
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