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Trama in breve
Il sipario si apre con il sottofondo della canzone: “ta vuò fa fa nà foto”o altro brano comico .L’ azione ad Amalfi nella villa di Enrico,(scrittore, poeta, commediografo un poco fallito)che ha sposato Diana. In casa degli sposi vive anche la suocera Bonifacia ,acida, isterica, arrogante, rompiscatole ,saccente, dispettosa, spirito di contraddizione… e il marito Paolo, Carlo, amico di Enrico,, fotografo e cineoperatore è innamorato di tutte le donne di Enrico e anche purtroppo dell’attuale moglie Diana che costantemente frequenta assieme a Carlotta , amica di Bonifacia.
A casa di Enrico Giunge anche lo zio Cornelio, uomo di mondo che aveva consigliato al nipote il suo motto” Le donne? Ne prenderò ancora cento e una ma non ne sposerò alcuna”.
Trama in breve
Fantasmi … viaggiatori di altre dimensioni? ? Frutto della nostra fantasia o delle nostre inquietudini?Oppure anime che non trovano pace , che vagano in cerca di riposo, sospese in un limbo, in una dimensione a noi ancora sconosciuta che non vorrebbero più lasciare questo mondo perche magari non hanno risolte certe faccende? ‘Il vedovo…consolabile’, un pieno di battute godibili e coinvolgenti.
Trama in breve
Le situazioni esilaranti del quotidiano ed il dilemma che ogni giorno vive chi deve far quadrare i conti, sono i due opposti che si fronteggiano in casa Schiattarella. Basta guardarsi intorno, è questo l’insegnamento di Caianiello che in ‘E ddoie facce da furtuna’ sapientemente coglie, e raccoglie, momenti ‘spiccioli’ e grandi eventi che riempiono la vita reale di una famiglia qualunque. Piccoli espedienti per arrotondare ed il grande tesoro di una figlia dedita alla famiglia e consapevole dei sacrifici che i genitori affrontano per offrirle un futuro diverso, migliore, senza accorgersi che i valori veri hanno già arricchito la vita ed il cuore della loro ‘bambina’ innamorata di un giovane ricco che non esita a nascondere certi aspetti bizzarri della famiglia della sua amata ai suoi genitori per non metterli in difficoltà. La sincerità, la lealtà, l’onestà, i cardini su cui scivola questa commedia.
Trama in breve
“Tiempe belle ‘e ‘na vota” è un racconto, quasi, della vita degli anni ’50, dell’immediato dopoguerra; è un quadro ritratto dell’arte di arrangiarsi che è propria della zona: riuscire a sbarcare il lunario senza troppe preoccupazioni, cogliendo le occasioni e cercandosele, dimostrando un’inventiva senza pari. Un musical, una commedia, che, lasciando fuori dal canovaccio i doppi sensi, svela una storia delicata; è un inno ai sentimenti che neppure le situazioni più degradanti e grottesche possono sminuire o svilire. Una storia d’altri tempi che riporta gli anziani, o comunque coloro i quali hanno vissuto quel periodo, indietro negli anni facendoli sorridere al ricordo di episodi così vicini alla realtà della loro giovinezza. Anni in cui tutto era più difficile ma più sincero e ‘pulito’. Nessun doppio senso, nessuna gag, eppure il sorriso, che accompagna lo spettatore, a volte si tramuta in riso altre è un sorriso amaro, eduardiano.
Trama in breve
Due atti brevi e piacevoli che proiettano lo spettatore in un clima di puro divertimento. Una commedia leggera che scivola via veloce tra gag e battute impostate ad arte per mettere in scena una storia apparentemente grottesca ma che in realtà non è poi tanto distante dal vissuto quotidiano.
Un guappo che potrebbe essere un qualunque padre cui è stato violato l’onore della figlia, un commerciante qualunque disposto a tutto pur di ledere l’attività del rivale ed un quadro familiare non proprio semplice in cui si va ad insinuare una figura inaspettata che risolve, al fine, le situazioni generate dall’imbroglio iniziale -‘mbruoglie furtunate’-: un anziano, che potrebbe rappresentare tutti gli anziani del nostro tempo che messi da parte sono poi proprio loro, coi loro suggerimenti, la loro saggezza, la loro esperienza, a raddrizzare e smussare situazioni bizzarre ed antipatiche che alienano la vita attuale frenetica e piena di complicazioni. E nonostante le battute leggere, e la storia solo apparentemente scontata, il messaggio dell’autore arriva a suggerire il giusto pizzico di riflessione da applicare non solo alle circostanze contingenti della vita ma anche e soprattutto –perché da qui si determina tutto il resto- alle frequenti reazioni troppo spesso suggerite dall’impulso da cui ci si lascia prendere e sorprendere quando invece sarebbe tanto più saggio e vantaggioso, per tutti e soprattutto per se stessi, dare il giusto tempo ai ritmi del pensiero, che ha bisogno di prendere consistenza, e quindi agire di conseguenza.
Trama in breve
‘L’eredità’ è una commedia che non si distacca dalle altre per le tematiche ricorrenti ma il messaggio proposto è dato con un tono alquanto ‘serioso’, in modo divertente ma non troppo: possiamo dire che l’autore si propone in una veste nuova, meno comica, per suggerire che nella vita i soldi non sono tutto e che ciò che arricchisce veramente le persone è la condivisione che solo la generosità d’animo può concepire ed attuare. La superstizione la fa da padrona… L’ignaro parente iettatore tenuto alla larga da tutti alla fine riuscirà a guadagnare l’amore della sua bella ma soprattutto vinceranno la generosità e l’onestà. Una serie di intrighi porta a conoscenza dello spettatore la situazione di una famiglia che cerca in tutti i modi di sbarcare il lunario, imbrogliando… onestamente! Da parcheggiatore abusivo a sensale di matrimoni a ‘jucatore de tre carte’, il padrone di casa cerca comunque di insegnare ai propri figlioli principi sani: lavoro innanzitutto.
Trama in breve
Un Raffaele Caianiello inedito in questa commedia che lascia fuori dal copione le gag ed i doppi sensi per dare spazio ad una trama lineare, pulita, la cui finalità è ridare il giusto valore al Natale. Un signor Portella usuraio implacabile, indurito da esperienze pregresse che perde la sua infanzia a seguito di una disgrazia e vive solo in funzione del denaro. Accumulare denaro, senza sconti, è lo scopo della sua esistenza. Fino a quando una letterina del figlio, indirizzata a Babbo Natale, porta le ‘alte sfere’ dell’irreale a scendere sulla Terra e far riappacificare quest’uomo con se stesso.
Trama in breve
Fin dall’inizio si ha la sensazione del ‘surreale’ con un prologo ambientato addirittura in paradiso dove gli arcangeli riposano insieme agli amici santi. Tra questi il protettore per eccellenza, San Gennaro, che suo malgrado è costretto a scendere sulla terra dove, ‘non visto’ dalle persone di cui si dovrà occupare, riuscirà a dare il giusto corso alle scelte di un barone decaduto che, rimasto vedovo, vive con l’unica figliola e la badante che si prende cura dei due con molta dedizione e mantenendo fede ad una promessa fatta alla ‘buonanima’. La fanciulla, segretamente innamorata di un giovane medico, non accetta la scelta del padre che per risollevare le sorti vorrebbe darla in moglie ad un giovanotto goffo e senza carattere, totalmente dipendente dalla madre, una ‘baccalaiola’, provvista di un sonoro difetto, che spera, con questo matrimonio, di salire al rango nobiliare, complice il ‘sensale’ di turno. Ignaro dell’inganno e credendola degna d’imparentarsi con lui è deciso a concludere… l’affare ma l’imbroglio viene scoperto grazie all’intervento del santo che riesce a farsi sentire, e seguire, nel suo piano dalla cameriera. Dopo molto ‘lavoro’ si ottiene la vittoria dell’amore sull’interesse facendo rinsavire il barone che lascia la vita dissipata per unirsi alla cameriera ed è proprio lei che, ma solo alla fine, risolve il dissesto finanziario della casata grazie alle sue economie. La generosità e la dedizione della cameriera vanno anche oltre tanto da indurla, e con lei il santo, a dare una mano ad una ‘amica’ del barone che si ritrova in una situazione ingarbugliata con il suo geloso innamorato ma la bontà d’animo degli onesti nell’aiutare il prossimo è evidente e non si può rifiutare il lieto fine anche a quest’altra coppia.
Trama in breve
Fin dall’inizio della commedia il clima che si respira è quello della supremazia della donna pratica che affronta la vita senza battere ciglio, anche quando sa di rischiare. Una donna forte che si scioglie al solo pensiero del suo unico figliolo, Gennarino, per il quale vive in ‘devota preoccupazione’. Un marito che vorrebbe essere diverso ma non ha il coraggio di prendere le decisioni necessarie trincerandosi dietro all’inevitabile supremazia della moglie che all’occorrenza prende le sue difese, a prescindere da quella che possa essere la realtà, che gli fa da scudo dinanzi ai pericoli per poi, però, fare i conti con gli errori del coniuge.
Trama in breve
Quando si pensa male degli altri, i guai peggiori ce li troviamo addosso. Tutti siamo soggetti a sbagliare, e nessuno escluso può, degli altri, farsi meraviglia; tanto che Vincenzo pensando che la comare fosse…






