Cognome Autore (D)
Trama in breve
Il soggiorno che vediamo è arredato con gusto borghese di fine ottocento. I mobili sono di gradevole fattura e ben conservati. Tutto il resto, tappeti, quadri, soprammobili, eccetera, è stato disposto nell’ambiente con senso pratico della comodità e amore nostalgico per le cose care. Tutto splende, luccica e sa di pulito. In un punto adatto della stanza c’è un tavolo apparecchiato per due persone: tovaglia fresca di bucato, piatti di buona porcellana antica, posate d’argento e bicchieri di cristallo pregiato.
Trama in breve
I° Atto: In casa della vedova Lo Giudice. Mobilia semplice; un salottino della borghesia media napoletana; un gran balcone ad angolo della scena a sinistra. Dal centro pende un vaso grezzo di terracotta con una pianta da camera. Nel mezzo in fondo vi sarà un divano letto. In fondo a destra una porta, e un’altra a sinistra. All’alzarsi del sipario il divano letto ha funzionato da letto ed è in disordine; accanto, una sedia con sopra cuscini in seta di colori diversi. Alle pareti qualche quadro, qualche fotografia, ecc. Checchina, la cameriera, sta rifacendo il letto.
Trama in breve
I° Atto: In casa della vedova Lo Giudice. Mobilia semplice; un salottino della borghesia media napoletana; un gran balcone ad angolo della scena a sinistra. Dal centro pende un vaso grezzo di terracotta con una pianta da camera. Nel mezzo in fondo vi sarà un divano letto. In fondo a destra una porta, e un’altra a sinistra. All’alzarsi del sipario il divano letto ha funzionato da letto ed è in disordine; accanto, una sedia con sopra cuscini in seta di colori diversi. Alle pareti qualche quadro, qualche fotografia, ecc. Checchina, la cameriera, sta rifacendo il letto.
Trama in breve
La cameretta di Vincenzo De Pretore, all’ultimo piano d’una casa dei quartieri popolari di Napoli. A sinistra una porta che dà sulle scale, a destra una porta-finestra da cui si esce su un balcone. L’arredamento è scarso ma ricercato. A destra, vicino alla porta-finestra, un armadio con lo specchio; a sinistra un comò in palissandro, al centro un letto, sormontato da un’immagine sacra, debolmente illuminata da una piccola luce, e vicino al letto un comodino.
Trama in breve
Camera da pranzo rustica, A sinistra due porte; a destra la parete è intera e ad essa vi è attaccato l’occorrente per la caccia. In fondo, da sinistra fin quasi al centro, un’ampia porta ad arco a due battenti grezzi che si aprono verso l’interno della stanza. Da detta porta si scorgono quattro sedie rustiche intorno ad un tavolo. Oltre è la campagna. In fondo a destra dal centro allo spigolo una grossolana credenza con alzata a sportelli di vetro che lasciano vedere nell’interno di essa: piatti, bottiglie, bicchieri etc. Nel mezzo della scena verso destra un tavolo da pranzo rettangolare con tovaglia, piatti l’un sull’altro, bicchieri, per terra, accanto al tavolo vi sarà un fiasco di vino, sedie.
Trama in breve
La casa di Lorenzo Savastano. L’arredamento è ricco e vistoso: ogni mobile uno stile, ogni oggetto una stravaganza. Le pareti sono cariche di dipinti d’ogni epoca e tendenza. Gli angoli dell’enorme stanzone sono stipati di vecchie tele e cornici pregiate di misure varie.
Trama in breve
Sprofondato in una poltrona, col capo riverso sullo schienale e con la schiena incastrata fra cinque cuscini da letto, boccheggia il sessantenne Bartolomeo Ciaccia, possidente. Ormai costui non connette più; la morte si è già mezzo impossessata dell’uomo. Basta osservare gli occhi infossati di lui e il naso affilato per rendersene conto; basta ascoltare il suo fiatone a mantice con relative prolungate pause, per convincersene.
Trama in breve
Siamo nel 1942, in un tipico basso napoletano si svolge una tipica giornata napoletana in cui Maria Rosaria, figlia di Gennaro Iovine, prepara la colazione con un’enorme caffettiera napoletana. Poco dopo, compare suo fratello Amedeo, stravolto dal sonno non del tutto soddisfatto. Gennaro è sveglio da tempo: svegliato prima dal bombardamento notturno, adesso dalle forti grida di sua moglie Amalia la quale è alle prese con una discussione molto animata con una concorrente del rione per la vendita abusiva di caffè.
Trama in breve
Giovanni Cafiero, un tranquillo pensionato per invalidità, si improvvisa inventore per aiutare suo fratello Arturo, un inarrestabile combinaguai, a saldare i suoi innumerevoli debiti di gioco. I due infatti, avendo conosciuto un sosia del loro defunto vicino di casa, don Asdrubale Apuzzo, ingannano la sua vedova, spillandole i soldi, promettendole che, attraverso una speciale “macchina atomica”, possono farle incontrare il defunto marito e farle trascorrere con lui un paio d’ore di “focosi momenti”.






