COPIONI
Trama in breve
Guglielmo Speranza si presenta al pubblico sul palcoscenico raccontando la sua vita e segnando il trascorrere del tempo mettendosi di volta in volta tre barbe finte.
Appena superato l’esame di laurea, Speranza dovrà superare quello dei futuri suoceri che gli consentiranno di sposare Gigliola solo se sarà in grado di fare una grande carriera nel suo lavoro.
Trama in breve
Su una caratteristica terrazza napoletana, ingombra di panni stesi ad asciugare, vasi di piante aromatiche e di fiori, di vecchi arnesi e mobili d’accatto, dove specie in estate si svolge giorno e notte la vita della famiglia, Gennaro un uomo ormai avanti negli anni, conversa scherzosamente con una giovane e chiacchierata dattilografa che abita una stanza la cui finestra dà sulla terrazza.
Trama in breve
I° Atto: Napoli. Filumena, una matura signora con un passato da prostituta, è stata per venticinque anni la mantenuta di Don Domenico (Mimì) Soriano, ricco pasticciere napoletano e suo cliente di vecchia data, di fatto amministrando i beni e la casa di lui come una vera e propria moglie.
Trama in breve
Gaetano Piscopo, impiegato di modeste condizioni economiche ha due figlie, Margherita e Maria che, con grande preoccupazione del padre, non si sono ancora sposate. La festa organizzata in casa permette alle ragazze di conoscere due spasimanti, Arturo e Vincenzo. I giovani hanno però dei difetti: uno è cieco, l’altro è fortemente miope.
Trama in breve
È la storia di un equivoco dai risvolti tragici. Nella bottega di don Saverio, farmacista napoletano fiero di aver ereditato e ammodernato la farmacia paterna (mettendo persino la cassa, che usa con mille cerimonie), si avvicendano personaggi e situazioni estemporanee che interrompono a più riprese la conversazione con il medico Teodoro.
Trama in breve
Il soggiorno che vediamo è arredato con gusto borghese di fine ottocento. I mobili sono di gradevole fattura e ben conservati. Tutto il resto, tappeti, quadri, soprammobili, eccetera, è stato disposto nell’ambiente con senso pratico della comodità e amore nostalgico per le cose care. Tutto splende, luccica e sa di pulito. In un punto adatto della stanza c’è un tavolo apparecchiato per due persone: tovaglia fresca di bucato, piatti di buona porcellana antica, posate d’argento e bicchieri di cristallo pregiato.
Trama in breve
I° Atto: In casa della vedova Lo Giudice. Mobilia semplice; un salottino della borghesia media napoletana; un gran balcone ad angolo della scena a sinistra. Dal centro pende un vaso grezzo di terracotta con una pianta da camera. Nel mezzo in fondo vi sarà un divano letto. In fondo a destra una porta, e un’altra a sinistra. All’alzarsi del sipario il divano letto ha funzionato da letto ed è in disordine; accanto, una sedia con sopra cuscini in seta di colori diversi. Alle pareti qualche quadro, qualche fotografia, ecc. Checchina, la cameriera, sta rifacendo il letto.
Trama in breve
I° Atto: In casa della vedova Lo Giudice. Mobilia semplice; un salottino della borghesia media napoletana; un gran balcone ad angolo della scena a sinistra. Dal centro pende un vaso grezzo di terracotta con una pianta da camera. Nel mezzo in fondo vi sarà un divano letto. In fondo a destra una porta, e un’altra a sinistra. All’alzarsi del sipario il divano letto ha funzionato da letto ed è in disordine; accanto, una sedia con sopra cuscini in seta di colori diversi. Alle pareti qualche quadro, qualche fotografia, ecc. Checchina, la cameriera, sta rifacendo il letto.
Trama in breve
La cameretta di Vincenzo De Pretore, all’ultimo piano d’una casa dei quartieri popolari di Napoli. A sinistra una porta che dà sulle scale, a destra una porta-finestra da cui si esce su un balcone. L’arredamento è scarso ma ricercato. A destra, vicino alla porta-finestra, un armadio con lo specchio; a sinistra un comò in palissandro, al centro un letto, sormontato da un’immagine sacra, debolmente illuminata da una piccola luce, e vicino al letto un comodino.
Trama in breve
Camera da pranzo rustica, A sinistra due porte; a destra la parete è intera e ad essa vi è attaccato l’occorrente per la caccia. In fondo, da sinistra fin quasi al centro, un’ampia porta ad arco a due battenti grezzi che si aprono verso l’interno della stanza. Da detta porta si scorgono quattro sedie rustiche intorno ad un tavolo. Oltre è la campagna. In fondo a destra dal centro allo spigolo una grossolana credenza con alzata a sportelli di vetro che lasciano vedere nell’interno di essa: piatti, bottiglie, bicchieri etc. Nel mezzo della scena verso destra un tavolo da pranzo rettangolare con tovaglia, piatti l’un sull’altro, bicchieri, per terra, accanto al tavolo vi sarà un fiasco di vino, sedie.






