Trama in breve
È la storia di un equivoco dai risvolti tragici. Nella bottega di don Saverio, farmacista napoletano fiero di aver ereditato e ammodernato la farmacia paterna (mettendo persino la cassa, che usa con mille cerimonie), si avvicendano personaggi e situazioni estemporanee che interrompono a più riprese la conversazione con il medico Teodoro.
Dai commenti dei due personaggi principali sulla cronaca del giorno (un uxoricidio per motivi d’onore) si viene a sapere che il farmacista è stato anche lui abbandonato dalla moglie, che ora chiede l’annullamento del matrimonio per potersi risposare. Pur ritenendosi fortunato che la signora stia ora spendendo i soldi di un altro, don Saverio ritiene però sconveniente per la sua reputazione acconsentire alla richiesta della moglie. Nel frattempo, prepara un purgante per il figlio della cameriera Nannina e delle cartine di arsenico che il medico intende usare come topicida.
Tra i clienti della farmacia di turno si presenta quindi Carmela, la cameriera della signora, che ordina una preparazione di aspirina e nel frattempo subisce la corte di Enrico, uno sfaccendato locale. Quest’ultimo riesce a strappare un invito a cena dalla ragazza e anche ad offrirle la medicina, pur non avendo un soldo in tasca (come confessa al farmacista dopo che la cameriera si è allontanata). Nel frattempo il medico si è addormentato in poltrona.
Compare quindi in scena il falegname Vincenzo, ignorante e pretenzioso, che richiede un consulto a Teodoro per la moglie, malata ‘di nervi’; superata la visita della nevrastenica Rafilina, tra le gelosie del marito e le accuse della moglie di essere da questi trascurata, i coniugi lasciano a Teodoro un compenso di due lire perché in effetti ha detto tutto chello che dicette Bacoloro, un altro medico consultato in precedenza.
L’ultimo cliente della giornata è il portiere Gregorio, che si è allontanato dalla sua guardiola per farsi curare un dente cariato. Don Saverio procede all’estrazione nel retrobottega, quindi viene richiamato da Teodoro che vuole andare a pranzo e cerca le sue cartine di arsenico. Trovando sul bancone soltanto l’aspirina, i due ne deducono che la cameriera dellasignora ha dimenticato di riprenderla e il farmacista di preparare il veleno, e si salutano.
Una volta uscito il medico, entrano in scena il brigadiere e una guardia per arrestare don Saverio, la cui moglie è stata portata in ospedale. La difesa del farmacista, “Ma forse mugliérema è morta?“, viene interpretata come una confessione. Portato via l’inconsapevole uxoricida, il sipario cala su Gregorio, rimasto chiuso nella farmacia, che si lamenta per ‘aver rimasto solo’ il palazzo.
| Autore: | De Filippo Eduardo |
| Lingua: | Italiano |
| Piattaforme: | Windows 98, Windows 2000, Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Linux, Mac OS X |
| Requisiti: | Lettore PDF, Open Office, Winzip |
| Genere: | Dramma |
| Webmaster: | Fabio Cammisa |
| Atti: | 1 |
| Pagine: | 6 |
| Personaggi: | 2 donne – 3 uomini |
| Formato copione: | .pdf – .pdoc |
| Formato file: | .zip |
| Copione inserito da: | Fabio Cammisa |
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| Data: | 9 ottobre 2013 |
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