Trama in breve
La scena iniziale vede una sorta di consiglio di famiglia presieduto dall’avvocato Amedeo Selciano riunitosi per commemorare la morte di Prospero Ribera, vissuto per trentasette anni nella casa come ospite del generoso padre dell’avvocato, il vecchio Selciano, da sempre benefattore dei diseredati.
Prospero Ribera aveva un figlio, Ludovico, il quale, come suo legittimo erede pretende ora, così come era stato per il padre, di essere accolto dalla facoltosa famiglia Selciano. Di fronte al rifiuto dei Selciano Ludovico prima li accusa di aver reso il padre, con la loro ostentata magnanimità, un parassita, e poi riesce a convincerli, soprattutto perché darà loro la possibilità di continuare ad esercitare quell’opera di benefattori che dà tante soddisfazioni al loro ipocrita amor proprio, facendoli sentire in pace con la loro coscienza.
Egli però sarà, come il padre, oggetto di scherno e derisioni, quasi fosse un buffone di corte, ma in cambio vivrà alle spalle della famiglia e in più godrà dei favori di una delle donne dei Selciano, così come era già accaduto per il defunto Prospero.
Storia
Io, l’erede è una commedia scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo nel 1942 ed inserita dallo stesso autore nel gruppo di opere che ha chiamato Cantata dei giorni pari.
Note di regia
Eduardo si misura in questa commedia con le tematiche pirandelliane volendo però mantenere i contatti con la farsa dialettale napoletana. Vuole dimostrare come questo teatro popolare possa assumere a dignità d’arte, come sia possibile cioè la conciliazione tra un uso comico e uno drammatico del dialetto per arrivare ad un tipo di commedia dove permanessero assieme i toni comici alla Scarpetta e quelli drammatici del Teatro d’Arte.
Il fratello Peppino molto sensibile ai gusti del pubblico avrebbe voluto che la commedia non fosse rappresentata ed infatti l’accoglienza degli spettatori fiorentini del Teatro La Pergola fu piuttosto tiepida. Eduardo tradusse in italiano e rivide profondamente il testo nel 1972 che in questa nuova versione ebbe successo ma egli non recitò più alcun ruolo nella commedia.
Il tema apparentemente stravagante della commedia che cioè la beneficenza è qualcosa di vantaggioso sia per chi la fa, soddisfacendo il proprio spirito di altruismo, sia per chi la riceve è qui mescolato alla critica di una certa società borghese che con gli avanzi della propria ricchezza soddisfa il proprio ipocrita buonismo. Altrettanto paradossale e pirandelliana è la figura di Ludovico Ribera che ragiona con una logica tipica delle maschere di Pirandello: è lui, l’erede, in fondo che benefica la famiglia perché le dà la possibilità di presentarsi agli occhi del mondo con l’ipocrita facciata di benefattori.
| Autore: | De Filippo Eduardo |
| Lingua: | Italiano |
| Piattaforme: | Windows 98, Windows 2000, Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Linux, Mac OS X |
| Requisiti: | Lettore PDF, Open Office, Winzip |
| Genere: | Commedia |
| Webmaster: | Fabio Cammisa |
| Atti: | 3 |
| Pagine: | 33 |
| Personaggi: | 7 donne – 5 uomini |
| Formato copione: | .pdf – .doc |
| Formato file: | .zip |
| Composto nel: | 1942 |
| Copione inserito da: | Fabio Cammisa |
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| Data: | 14 ottobre 2013 |
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