Trama in breve
Testi teatrali inverosimili, scritti e poi travasati dalle botti, e lasciati decantare come vino. Messi sul foglio di carta dopo un assaggio sostanzioso di Falanghina e Greco di Tufo.
Dedicato a tutti quelli che non hanno mai avuto una dedica.
La poliedrica verità della natura umana, l’osservazione dei caratteri, il dolore inteso come simbolo, ma anche come riflesso, del male di vivere, il cosciente avanzare verso il naufragio totale e la necessità di superare l’angoscia mediante una ” scelta” che dia un senso alla dolorosa accettazione della negatività che nasce dal cosciente vagabondare dell’uomo, sono queste le tematiche che si impongono all’attenzione di chi si avvicina alla nuova fatica letteraria di Salvatore Romano. La vita, metafora dell’evento teatrale, viene dall’autore felicemente dipinta attraverso un linguaggio che sa avvalersi di tonalità sempre diverse, mai discordanti tra loro, capaci comunque di rendere al meglio la psicologia e l’interiorità dei personaggi, anche quando questi assumono la non desueta veste di oggetti, come avviene nei monologhi, dove il tono volutamente tribunizio é sapientemente dosato e fuso con note ora liriche ed intime, ora elegiache, ora ancora surreali e fantastiche. Quasi un frammento di diario interiore, essi riescono a mettere insieme l’impegno civile con momenti di riflessione e malinconia, di dolorosa solitudine e smarrimento. Sembra quasi che il cuore si ribelli alla logica del vivere quotidiano e che le cose abbiano la priorità sull’essere, ma, a ben riflettere, é proprio da questa logica “distorta” e fantastica che nasce un afflato poetico che costringe a riflettere e che scava nel fondo del cuore umano come una impietosa trivella. Aperta e vibrante, serrata e sottile, la “vis” dei monologhi si dispiega nella più ampia impostazione delle commedie, non solo per la variegata tonalità del lessico ma soprattutto, mi pare, per la capacità che esse possiedono di tradurre in azione scenica lo svolgimento della vita, il moto ininterrotto delle volizioni e delle azioni umane.
Pittore di idee ci appare il Romano in questa felice opera. I suoi personaggi si imprimono a carattere cubitale nella nostra mente, perché hanno quella accentuazione di lineamenti che é ormai requisito indispensabile per ogni “messaggio” che voglia riuscire teatralmente efficace. Terminata la lettura del testo (e cito di getto), la bottiglia, il guerriero, Pulcinella, l’Onorevole si impongono come megaliti che non smettono di venirci incontro con passo leggero, perché sono diventati ormai parte integrante della nostra ricerca esistenziale. Sembra quasi che i monologhi siano il prologo, la genesi artistica delle commedie, anche se hanno una loro individualità artistica ben delineata. Non va trascurato un ultimo particolare: il libro ci rivela un uomo di eccezionale onestà intellettuale. L’autore non esita mai a strappare il velo che tutti ci copre, per metterci di fronte alla verità sulla vita, adoperando ora il paradosso, ora la favola, ora l’aneddoto, ora un evidente surrealismo non scevro da un velato aforisma.
Storia
“Raccolta di vari testi teatrali” è un insieme, appunto, una raccolta di decine e decine di testi teatrali, poesie, monologhi scritta da Salvatore Romano, autore nato a Napoli il 2 ottobre del 1957.
Note di regia
Nessuna nota disponibile.
Personaggi
I personaggi sono i seguenti:
- Variabile in base al testo teatrale
| Autore: | Salvatore Romano |
| Lingua: | Italiano |
| Piattaforme: | Windows 98, Windows 2000, Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Linux, Mac OS X |
| Requisiti: | Lettore PDF, Open Office, Winzip |
| Genere: | Commedie, monologhi, poesie |
| Webmaster: | Fabio Cammisa |
| Atti: | Variabile |
| Pagine: | 191 |
| Personaggi: | Variabile |
| Formato copione: | |
| Formato file: | .zip |
| Composto nel: | N/D |
| Copione inserito da: | Fabio Cammisa |
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| Data: | 15 maggio 2014 |
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